Paola Pitagora ci presenta
"Sarò la tua bambina folle" 
edito Baldini&Castoldi e Dalai

IL DIARIO RITROVATO

 
"Forse non poteva che scomparire Roberto P.,a meno che non l'abbiano fatto fuori ,s'intende. Sapeva troppo sull'ultima tournée interrotta "per forza maggiore". Attore di secondo piano,all'epoca di Ermete Zacconi si sarebbe definito "generico utilité":Roberto P. lavorava sempre. Era...è una persona originale e squisita ,consapevole dei propri limiti,spiritoso, si dicva che portasse fortuna,voce probabilmente messa in giro da lui medesimo. A tavola, scherzando,amava definirsi "Attore di minimo calibro,sconosciuto alla più parte. Non mezzacalza nell'anima". L'ho incontrato in una compagnia qualche anno fa. Eravamo affiatati ,lui era meticoloso e concentrato ma in scena non mi guardava mai negli occhi. Con un pò di imbarazzo gli domandai perchè non incrociasse il mio sguardo. Rispose ceh si sentiva meglio a guardare i compagni nel centro della fronte. Pensai fosse per timidezza, e che dovesse faticare non poco.
Data la brevità delle sue presenze sul palcoscenico stava spesso in camerino dove leggeva ,intratteneva i compagni e scriveva su di un quaderno. Uso l'imperfetto perchè da alcuni anni è scomparso ,voglio però parlarne al presente perchè mi auguro che sia vivo e in buona salute. I suoi parenti l'hanno cercato invano,hanno anche coinvolto la trasmissione televisiva CHI L'HA VISTO ? :niente ,nessuna segnalazione.
é sparito proprio nel momento in cui stava vivendo una fulminea e insperata celebrità dopo aver partecipato in tv ad un reality show dell'orario pomeridiano. Pocp tempo fa una giovane attrice ha trovato nel camerino di un teatro di Macerata un quaderno nero avvolto in una busta di plastica:il diario di Roberto. é scritto con grafia nitida e comprensibile ,nel periodo della sua ultima travagliata tournée :insieme l'abbiamo letto d'un fiato. La solitudine di Roberto ,il suo spaesamento tra diverse realtà,quela quotidiana,quella del palcoscenico e quella onirica in un continuo sovrapporsi ,è ciò che mi ha attratto di questo diario . Ma non solo. é la spietata autoanalisi di un uomo che cerca nel teatro un'identità,un riparo dalle fauci dell'esistenza,e appena può distoglie lo sguardo. Un attore: professione-vocazione la nostra,sempre meno richiesta. In una cultura laica salda e ben radicata ,la mutevole inafferabilità dell'attore,in perenne transito nelle sue interpretazioni,probabilemente una volta assolveva a un bisogno ,faceva da parafulmine. Ma in tempi confusi e con l'appiattimento operato dalla televisione,c'è bisogno di altro: del Personaggio tout court schematico e sempre uguale a se stesso . Lo stare in bilico dell'attore è materia complessa e sfuggente :oggi sono richiesti personaggi fissi simili a maschere e macchiette forti . All'ambiguità della parola drammaturgica si contrappone lo slogan.
Abbiamo l'Accademia e diverse scuole di teatro ma poche strutture che accompagnino i giovani alla professione  e alla ricerca. Abbiamo grandi registi che sono isole ,grandi attori ,ma non una grande cultura della recitazione,e in un mercato asfittico ne consegue,tranne in casi eccezionali ,un calare della domanda a discapito di una professione rara e delicata. Per i semplici orchestrali come Roberto il futuro è precario.
Tornando al diario si sono fatte varie supposizioni :lui non si separava mai dal suo quaderno,dunque questo ritrovamento potrebbe non essere casuale. Pur avendo fatto alcuni tagli,cancellato o sostituito nomi propri ,so di violare una privacy, però Roberto ha lasciato  tutti in ansia e chissà che non succeda qualcosa, che non giungano notizie: è ciò che auspicano i suoi cari. A qualcuno è sembrato di individuare un filo che potrebbe far risalire alle ragioni della sua scomparsa. Era accaduto un fatto grave durante la tournée ,un evento criminoso,e lui aveva registrato una conversazione compromettente. Ci auguriamo tutti di ricondurre Roberto P. nell'orbita di quel "mondo a parte"che amava.
 

Paola Pitagora

 

-"C'è un messaggio che vorrebbe dare ai lettori che si accingono a leggere il suo romanzo?"
 
" Cari lettori, la storia che ho deciso di rendere pubblica è quella di
Roberto P. "Ipotesi di attore...non mezzacalza nell'anima",  come amava
definirsi, un professionista che nonostante le difficoltà ha continuato a
credere nel suo mestiere, fino al giorno in cui non è misteriosamente
scomparso. E' successo dopo che la compagnia si è sciolta in seguito
all'incendio del teatro  dove recitava, subito dopo una   fulminea e
applaudita partecipazione a un reality show televisivo, proprio quando la
gente  cominciava a riconoscerlo per strada. E' successo durante la crisi
con sua moglie, stanca di aspettare quell'uomo itinerante, pendolare del
palcoscenico. Del suo passaggio è rimasto il diario dell'ultima tournée
teatrale. L'ho letto e riletto fino a impararlo a memoria e riscriverlo di
getto: la sua vicenda è una  metafora dell'attore contemporaneo sempre più
solitario e contraffatto.
'Sarò la tua bambina folle'  è il viaggio nei pensieri più intimi di un uomo
che cerca nel teatro un riparo dalle fauci della vita, nel continuo
sovrapporsi di realtà diverse.
La spietata cronaca di un teatro quotidiano dove,  chiuso il sipario e
spente le luci "nel gioco delle parti", ci si dimentica di levare la
maschera.
Spero di avervi incuriosito!BUONA LETTURA!
 
-"Sarò la tua bambina folle" da cosa è nata l'idea di questo titolo?
 
- Come tu sai il titolo iniziale era 'Ultimo Camerino al piano di
sopra' - che dava l'idea della collocazione sociale del protagonista, da
quel camerino verrà anche fuori la registrazione sul crimine - ma questo
titolo non convinceva l'editore. 'Sarò la tua bambina....' mi
piace molto.

 
-Nel libro  Roberto P esprime la difficoltà dell'attore di trovare/ritrovare la sua identità dopo essere stato nei panni di uno o più personaggi,secondo lei che è anche attrice di lunga carriera ,l'attore riesce a trovarsi o ritrovarsi o è  continua la  lotta tra l' IO e la scissione dal personaggio? e secondo lei Roberto P. vince questa 'lotta'?
 
 
 - Quando facevo le tournèe, a fine stagione vivevo giorni di
spiazzamento, e mi dicevo che avrei voluto fare come gli psicanalisti
che ogni tanto vanno a farsi 'ripulire' o alleggerire l'anima
da un loro collega. La scia del personaggio entroiettato mi rimaneva dentro e
faticavo a liberarmene. Nulla di grave, ma questa lotta, come la chiami tu, non
ha vincitori nè vinti. E' uno dei misteri, non solo di questo lavoro.
 
 
- Nel diario vengono raccontati dei sogni ricorrenti di Roberto P ,secondo lei che significato hanno?
 
- I sogni di Roberto sono le verità inconscie - ossessione della
parola,
quando si vede tallonato dalle consonanti, aggressività, regressioni,
premonizioni -tutto ciò che nella veglia resta sopito.
 
 
-Analizziamo il rapporto che ha Roberto con il diario e le sue reazioni nei confronti del curioso che invade la sua privacy......
 
- Il curioso è anche il lettore del libro. Personalmente sono sempre
stata attratta dal diario, è una forma diretta di espressione,
stuzzicante.
 
 
"Solo sulle proprie ceneri ,un attore può creare qualcosa di vitale:quando vive in pieno ,ad esempio un amore,l'attore dà il minimo", Per questo,secondo Roberto P. ,l'attore ha bisogno di sentirsi odiato? per riuscire a dare il meglio di se professionalmente?
 
 
- No, Roberto come tutti ha bisogno di sentirsi amato. Ma se si
concentra
su di un amore, la felicità, l'appagamento, smorzano la sua sete,
l'inquietudine che sono alla radice della sua ricerca.

 -Le massime per essere tali devono sentirsi almeno una volta nella loro carriera "attorcane"?
 
 
- Non mi considero una Massima - piuttosto un'anomala - ma direi che sì,
il disagio, la timidezza, la non sicurezza - attorcane - sono un segno di onestà.

-"Attori non vi è altro Dio che il vostro piccolo io "questa affermazione contenuta all'interno del diario di Roberto P. come la spiega?l'attore,essendo tale è inevitabilmente un po egoista?
 
- Egocentrico direi, come molti artisti. Un triste limite.


- Secondo lei qual'è l'essenza del mestiere e dell'attore?
 
-Per dirla con le parole di Roberto P. :"Ero quelle battute ,non le pronunciavo.Mi era cambiato il respiro,era andato giù giù nella pancia ,in levare . Esiste un'interezza per l'attore? Se mai riesco a diventarlo, mi pare che l'essenza di questo mestiere sia una costante frammentazione di sé. Parti dell'essere vengono stanate, portate a galla ,spostate come arredi e in seguito cacciate via col vecchio copione . Cosa resta? Una pena."
 
 
 -Ad un lettore frettoloso che avesse tempo per una sola pagina ,quale gli chiederebbe di leggere?
 
 


"L'anello più debole è anche il più forte,dice un antico proverbio,spezza la catena. Senza volerlo ho rotto il gioco.
é apparso come un vuoto di memoria . All'improvviso s'è
aperto uno spazio solido di libertà. Ho toccato un punto in questo
vuoto e mi sono lasciato galleggiare. Un silenzio drappeggiato.Esserci
o non esserci. Solo un attore poteva concepire quel pensiero.
Fantastica sospensione,valeva la pena arrivare fin qui. Fisso come una
polena,condensavo gli sguardi di tutti quelli che non riescono ad
esprimersi con la parola o con il gesto,animali compresi,ero una sacca
di uragani e paure e voglie e aspettavo un bang da qualche punto del
palcoscenico o della sala o del cielo scuro sopra il teatro,ero portato
e non facevo nessuno sforzo ,mi limitavo ad ascoltare quel silenzio ."